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Opere

Gli indifferenti

Quando Moravia cominciò a scrivere il suo capolavoro giovanile nel 1925, non aveva ancora compiuto diciott’anni. Intorno a lui l’Italia, alla quale Mussolini aveva imposto la dittatura, stava dimenticando lo scoppio d’indignazione e di ribellione suscitato nel 1924 dal delitto Matteotti e scivolava verso il consenso e i plebisciti per il Fascismo. Il giovane Moravia non si interessava di politica, ma il ritratto che fece di un ventenne di allora coinvolto nello sfacelo di una famiglia borghese e dell’intero Paese doveva restare memorabile.

La bella vita

La bella vita è la prima delle tante raccolte moraviane di racconti. Il libro presenta dunque allo stato nascente le figure, le problematiche, i modelli di una esperienza letteraria tra le maggiori del Novecento italiano. E mentre il giovane scrittore ripensa la propria vita e il proprio ambiente, in piccoli capolavori come Inverno di malato, illumina anche i molti vizi e le poche virtù della realtà italiana negli anni del Fascismo, e getta a grande profondità uno scandaglio sui nodi oscuri dell'esistenza.

Le ambizioni sbagliate

Le ambizioni sbagliate, secondo romanzo di Moravia, riassume in sé le tematiche caratteristiche di tutta l'opera successiva dello scrittore romano: da un lato la ricca borghesia di Roma, dall'altro figure contrassegnate da atonia morale, snobismo, bassa avidità di denaro, piatta sensualità.

La mascherata

Pubblicato nel 1941 e prontamente sequestrato dal regime fascista, La mascherata, il cui protagonista è un dittatore, è uno dei romanzi più originali e apertamente provocatori di Moravia. Apologo satirico scritto con uno stile narrativo tutto azione, rapido e serrato, poggia su una trama politica in cui si intrecciano le vicende dell'amore del generale Tereso Arango e di Fausta e altre storie di rivalità e potere. Scritto nel 1935 dopo un viaggio in Messico, il romanzo si avvale di uno scenario da America latina, ma esprime tutte le ambiguità di un'epoca in cui le prospettive politiche si affermavano nelle dittature di Mussolini, di Hitler, di Stalin o nelle democrazie imperialiste e colonialiste francesi e inglesi.

Agostino

Quando nel 1944 Moravia tornò a Roma, al seguito
 delle truppe alleate, era praticamente un autore che ricominciava. Il romanzo breve Agostino fu il capolavoro che gli consentì di conquistare
 i riconoscimenti della critica e del pubblico. Agostino è la storia di un’iniziazione sessuale. Da una parte, un ragazzo di tredici anni che è ancora un bambino; dall’altra la madre, vedova, ma ancora fiorente e desiderosa di vivere. Durante una vacanza al mare i rapporti tra il figlio e la madre si guastano, si corrompono d’inquietudine. Per il ragazzo sarà necessario approdare a un’autentica crisi,
 una lacerazione che gli consentirà di ripartire poi a ricomporre 
il mondo, a farsi una ragione della vita. Con Agostino, ritorno
 alla narrativa vera e propria dopo evasioni e sfoghi surrealisti e satirici, Moravia conquistò il suo primo premio letterario.

La romana

Pubblicato nel 1947, La romana segna una tappa importante nello sviluppo della narrativa di Moravia.
 Protagonista del romanzo, ambientato a Roma al tempo 
della guerra d’Etiopia, è una straordinaria figura femminile profondamente viva e moderna. “Con La romana” ha scritto Moravia “ho voluto creare la figura di una donna piena di contraddizioni e di errori e, ciò nonostante, capace per forza ingenua di vitalità e slancio di affetto di superare queste contraddizioni e rimediare a questi errori, e giungere 
a una chiaroveggenza e a un equilibrio che ai più intelligenti e ai più dotati spesso sono negati.”

La disubbiedienza

Edito nel 1948, questo breve romanzo riprende, ampliandola 
e approfondendola, l’avventura già narrata in Agostino, 
la guarigione, cioè, attraverso l’iniziazione sessuale, di un adolescente incapace di trovare un vitale equilibrio tra sé e l’ambiente,
 tra le sue aspirazioni e la realtà. Per risolvere il conflitto causato dalla sua incapacità di adattamento, Luca, il protagonista, ricorre a una continua e sistematica disubbidienza ai doveri, agli affetti, ai piaceri, fino al rifiuto della vita stessa. Sarà l’esperienza suprema dell’adolescenza, l’incontro con l’altro sesso, a sottrarlo a questo incantesimo negativo indicandogli una alternativa più gioiosa e vitale.

L'amore coniugale

L'amore coniugale racconta la storia di un uomo che cerca al tempo stesso di essere buon marito e buon scrittore, finendo col fallire entrambi gli obiettivi: il fallimento erotico-sentimentale da un lato e il fallimento letterario dall'altro.

Il conformista

Il romanzo, pubblicato nel 1951, è il ritratto di un personaggio e di un atteggiamento morale caratteristici del nostro tempo: il conformista e il conformismo. L’eroe contemporaneo, secondo Moravia, è l’uomo che vuole confondersi, essere uguale a tutti. Ma, in tutti i tempi, l’ingresso in società comporta un prezzo molto alto da pagare, soprattutto in termini di libertà individuale. Storia di un viaggio di nozze a Parigi e di un delitto di stato, biografia di un uomo e descrizione
 di un’epoca e di una società, l’opera è però più che altro
 la storia di un prezzo pagato da un conformista moderno
 per ottenere di entrare a far parte di una società inesistente
 e - nell’affrontare il grande tema del rapporto tra uomo e società - si propone come uno dei lavori più coraggiosi e attuali dello scrittore romano.

Racconti romani

I Racconti romani di Alberto Moravia si riallacciano a una tradizione iniziata dal Belli con la sua opera monumentale e poi continuata da poeti e narratori romani come Pascarella, Trilussa e altri. Anche qui ritroviamo un personaggio anonimo del popolo o della piccola borghesia romana, cha parla in prima persona, raccontando i suoi casi e quelli della sua gente. Il linguaggio non è più il dialetto stretto belliano o quello temperato di Trilussa, ma un italiano qua e là colorito da parole e locuzione romanesche. La città e il popolo di Roma sono naturalmente molto cambiati da un secolo a questa parte: qui viene descritta la Roma moderna e un po’ stralunata del primo decennio del dopoguerra; una Roma libera e insieme alienata; molteplice, vitale e insieme deturpata, piena di incontri, di imprevisti, di avventure, ma anche di rassegnazioni e di angosce. Un libro ricchissimo, un grande atto della commedia umana di un nostro non lontano passato.

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